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il fuoco e la montagna

Il “Filo conduttore” della mostra è il rapporto tra gli uomini e il fuoco in un periodo che va dalla preistoria ai giorni nostri. A questo elemento è infatti legata la presenza di carboni nel sottosuolo che forniscono un importante aiuto non solo per ricostruire l’antica vegetazione che ricopriva questa valle ma, testimoniando la presenza dell’uomo fin dall'antichità, svelano anche le sue abitudini di vita. Il fuoco ha, infatti, rappresentato per gli abitanti di queste zone, uno strumento indispensabile di vita, fonte di progresso e di benessere, profondo modificatore della natura e della società. La mostra si soffermerà anche a illustrare alcune figure caratteristiche della Val Cavargna, ormai scomparse, come i minatori o i magnani, il cui lavoro era profondamente legato proprio all'utilizzo del fuoco. Il fuoco oggi è, invece, vissuto non più come “compagno di lavoro” ma è conosciuto più che altro per il suo potere distruttivo che introduce la necessità di educare soprattutto i giovani ad un maggior rispetto dell’ambiente che li circonda.

Comitato Scientifico:
- Lanfredo Castelletti - Direttore dei Musei Civici di Como
- Giuseppe Chiesi - Direttore Ufficio dei Beni Culturali, Bellinzona
- Giovanni Cospito - Direttore Conservatorio di Musica "G. Verdi", Como
- Piero Fraternali - Politecnico di Milano
- Giorgio Guariso - Politecnico di Milano
- Giorgio Grandi - Presidente dell'Associazione Amici di Cavargna - Museo della Valles
- Francesca Lugli - Presidente A.I.E. (Associazione Italiana di Etnoarcheologia), Roma
- Isabella Nobile De Agostini - Conservatrice, Musei Civici di Como
- Giovanni Procacci - Ricercatore, Laboratorio di Archeobiologia dei Musei Civici di Como
- Silvana Vernizzi Martin - Università degli Studi dell'Insubria - Sede di Como, Facoltà di Scienze MM.FF.NN.

Il Gruppo di Lavoro:
- Piero Fraternali come Curatore della mostra.
- Diego Gopen nella Regia Artistica del progetto e produzione.
- Manuel Ehrenfeld Co Regia Artistica del progetto e sviluppo.
- Francesca Rizzo e Chiara Taiana in produzione generale e co produzione
- Celina Stromberg e Santiago Costa nella realizzazione scenografica
- Stefano delle Monache; compositore e designer sonoro
- La Direzione e il personale di ricerca dei Musei Civici di Como e del Laboratorio di Archeobiologia
- diegopen.com grafica stampa e website
- studiosi di storia locale
- docenti e studenti della Facoltà di Scienze Ambientali dell'Università dell'Insubria, sede di Como
- ricercatori del gruppo Image & Sound Processing del Politecnico di Milano esperti nell'elaborazione audio/video e nel riconoscimento delle immagini
- ricercatori del gruppo di Automatica del Politecnico di Milano, autori di un sistema di controllo in tempo reale degli incendi
- gli speleologi dello Speleoclub di Erba


. Data: 29/05/05 - 11/09/05
. Client: Musei Civici di Como
. Location: Lago di Como , Italy

ringraziamenti

- Musei Civici di Como
- Politecnico di Milano . Sede di Como
- Università dell'Insubria
- Musei della Valle
- Regione Lombardia
- Comunità Alpi Lepontine
- Provincia di Como
- Comune di Como
- Conservatorio di Como
- TR
- ACER
- Ediltec
- diegopen.com

Introduzione alla mostra:
Un libro virtuale sfogliabile con le mani su una lavagna tattile permetterà al visitatore di conoscere la Val Cavargna e la sua storia oltre ai metodi e agli strumenti del ricercatore, attraverso testi e immagini.
Il Rungin:
Un dizionario interattivo permetterà al visitatore di scoprire il Rungin, il gergo dei magnani della Val Cavargna. Dopo un breve filmato introduttivo, un personaggio attende l'interazione del visitatore per attivarsi e introdurre la storia e la funzione del dialetto. Il visitatore potrà poi scegliere una frase all'interno di un insieme e chiederne la la pronuncia al personaggio.
Tavolo dei Carboni :
Un tavolo virtuale presenterà simulati in 3D diversi tipi di carbone. Con l'aiuto di una lente d'ingrandimento (anch'essa virtuale) il visitatore potrà ingrandire ogni carbone e aprire una scheda informativa. La scheda conterrà un'immagine ingrandita al microscopio della sezione di 5 diverse specie arboree da cui è possibile che il carbone derivi. A partire da tali informazioni il visitatore potrà "giocare" cercando di abbinare il carbone all'albero corrispondente comprendendo, così, in modo divertente e immediato i principi sui quali si basa il lavoro dei ricercatori in laboratorio.
Mappa degli strati :
Una mappa virtuale di un versante della montagna, permetterà poi di "navigare" alla scoperta dei diversi orizzonti che compongono il suolo e delle informazioni in essi contenute che permetteranno di ricostruire la
copertura vegetale che in passato caratterizzava la valle.
Miniera immersiva:
Il ritrovamento di carboni nel sottosuolo testimonia, fin dall'antichità, la
presenza di attività ormai scomparse come il lavoro dei carbonai.
Una proiezione a parete di un ambiente misto virtuale/naturale da esplorare
che nasconde elementi di interesse (oggetti, elementi naturali)
simulerà la miniera. Una volta scoperti, gli oggetti potrannoessere
attivati conducendo il visitatore a progredire nel percorso all'interno
della miniera, nella esplorazione dei diversi minerali in essa contenuti,
del lavoro dei minatori etc.
L'uso della tecnologia e dell'espressione artistica
Tra gli scopi della mostra c'è anche quello di dimostrare l'utilità, per la comunicazione culturale, di tecniche solitamente non applicate a tale ambito. In particolare, si vogliono sperimentare le potenzialità derivanti dalla contaminazione di strumenti informatici e tecnologici avanzati, spesso nati in ambito industriale, con contenuti di tipo artistico e culturale.
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